Bollettino della crisi
Per Bankitalia la recessione sta (quasi) finendo
Le parole sibilline di Bernanke (Fed) deludono le Borse. La Federal Reserve americana è pronta ad agire se necessario. Lo ha ribadito, il presidente della Fed, Ben Bernanke, in un’audizione alla commissione bancaria del Senato. Bernanke non ha però fornito alcuna indicazione su come la Fed potrebbe agire. La crescita economica americana – ha aggiunto – probabilmente continuerà a un tasso moderato nei prossimi trimestri e aumenterà solo molto gradualmente.
9 AGO 20

Una proposta mediterranea dalla Bild. “Il tempo sta davvero deprimendo la gente. Una specie di premio statale per spingere i tedeschi ad andare ad esempio in Grecia per una breve vacanza sarebbe anche un programma congiunturale europeo”, ha detto alla Bild il parlamentare europeo liberale Jorgos Chatzimarkakis. “Avrebbe senso una specie di premio last minute per viaggi in sud Europa”, ha aggiunto Erwin Lotter, parlamentare dell’Fdp nel Bundestag.
La condivisione del debito secondo il tedesco Asmussen (Bce). Il problema fondamentale dell’Eurozona oggi è “un’ulteriore condivisione della sovranità che significa dotare l’Eurozona di poteri per prevenire effettivamente e correggere le politiche insostenibili in ogni stato membro”. Ciò implica avere una autorità competente “per limitare l’emissione di debito e con il diritto di intervenire sui bilanci nazionali per obbligare gli stati a correggere le politiche di bilancio, strutturali e finanziarie”. E’ la posizione del tedesco Jörg Asmussen, membro del board della Banca centrale europea.
Per Bankitalia la recessione sta (quasi) finendo. Il pil italiano scenderà del 2 per cento quest’anno e dello 0,2 il prossimo: la recessione finirà all’inizio del 2013. E’ la previsione contenuta nel Bollettino economico della Banca d’Italia basata sull’ipotesi che “lo spread tra il rendimento del Btp a dieci anni e quello del corrispondente titolo tedesco si mantenga intorno a 450 punti base”. Bankitalia è convinta che la decisione di Moody’s di abbassare il rating dell’Italia, “resa nota subito prima di un’asta di titoli dello stato, non ha avuto effetti sostanziali sulla domanda o sui rendimenti, né sul mercato secondario né all’asta”. A pesare positivamente sul mercato sono stati piuttosto “i provvedimenti legislativi di liberalizzazione, di stimolo dell’attività economica e di riforma del mercato del lavoro varati negli ultimi mesi”.
Le parole sibilline di Bernanke (Fed) deludono le Borse. La Federal Reserve americana è pronta ad agire se necessario. Lo ha ribadito, il presidente della Fed, Ben Bernanke, in un’audizione alla commissione bancaria del Senato. Bernanke non ha però fornito alcuna indicazione su come la Fed potrebbe agire. La crescita economica americana – ha aggiunto – probabilmente continuerà a un tasso moderato nei prossimi trimestri e aumenterà solo molto gradualmente. Quanto al Vecchio continente, Bernanke ha detto che “l’Europa ha le risorse per risolvere la crisi”.
Madrid rinfrancata dopo l’asta dei titoli. Deciso calo dei rendimenti in un’asta di titoli spagnoli a 12 e 18 mesi. Il Tesoro iberico ieri ha venduto 3,56 miliardi di titoli, contro i 3,5 prefissati, e sulla scadenza a 12 mesi il rendimento è sceso al 3,918 per cento dal 5,074 per cento dell’asta di giugno.
Le auto Fiat restano nei concessionari. A giugno le immatricolazioni di auto nuove in Europa sono scese dell’1,7 per cento, a 1,254 milioni di unità. Il gruppo Fiat ha registrato vendite in calo del 16,7 per cento a 79.927 unità. La quota di mercato del Lingotto è diminuita al 6,4 per cento.
La condivisione del debito secondo il tedesco Asmussen (Bce). Il problema fondamentale dell’Eurozona oggi è “un’ulteriore condivisione della sovranità che significa dotare l’Eurozona di poteri per prevenire effettivamente e correggere le politiche insostenibili in ogni stato membro”. Ciò implica avere una autorità competente “per limitare l’emissione di debito e con il diritto di intervenire sui bilanci nazionali per obbligare gli stati a correggere le politiche di bilancio, strutturali e finanziarie”. E’ la posizione del tedesco Jörg Asmussen, membro del board della Banca centrale europea.
Per Bankitalia la recessione sta (quasi) finendo. Il pil italiano scenderà del 2 per cento quest’anno e dello 0,2 il prossimo: la recessione finirà all’inizio del 2013. E’ la previsione contenuta nel Bollettino economico della Banca d’Italia basata sull’ipotesi che “lo spread tra il rendimento del Btp a dieci anni e quello del corrispondente titolo tedesco si mantenga intorno a 450 punti base”. Bankitalia è convinta che la decisione di Moody’s di abbassare il rating dell’Italia, “resa nota subito prima di un’asta di titoli dello stato, non ha avuto effetti sostanziali sulla domanda o sui rendimenti, né sul mercato secondario né all’asta”. A pesare positivamente sul mercato sono stati piuttosto “i provvedimenti legislativi di liberalizzazione, di stimolo dell’attività economica e di riforma del mercato del lavoro varati negli ultimi mesi”.
Le parole sibilline di Bernanke (Fed) deludono le Borse. La Federal Reserve americana è pronta ad agire se necessario. Lo ha ribadito, il presidente della Fed, Ben Bernanke, in un’audizione alla commissione bancaria del Senato. Bernanke non ha però fornito alcuna indicazione su come la Fed potrebbe agire. La crescita economica americana – ha aggiunto – probabilmente continuerà a un tasso moderato nei prossimi trimestri e aumenterà solo molto gradualmente. Quanto al Vecchio continente, Bernanke ha detto che “l’Europa ha le risorse per risolvere la crisi”.
Madrid rinfrancata dopo l’asta dei titoli. Deciso calo dei rendimenti in un’asta di titoli spagnoli a 12 e 18 mesi. Il Tesoro iberico ieri ha venduto 3,56 miliardi di titoli, contro i 3,5 prefissati, e sulla scadenza a 12 mesi il rendimento è sceso al 3,918 per cento dal 5,074 per cento dell’asta di giugno.
Le auto Fiat restano nei concessionari. A giugno le immatricolazioni di auto nuove in Europa sono scese dell’1,7 per cento, a 1,254 milioni di unità. Il gruppo Fiat ha registrato vendite in calo del 16,7 per cento a 79.927 unità. La quota di mercato del Lingotto è diminuita al 6,4 per cento.
Nel grafico: Si è attenuata la contrazione del credito all’economia. Ad attestarlo è il Bollettino economico trimestrale della Banca d’Italia pubblicato ieri. Rispetto a un anno prima, il credito erogato dalle prime cinque banche è diminuito a maggio (meno 3 per cento), mentre è aumentato all’1 per cento quello degli istituti di dimensioni minori.